"From rendering to reality"

Aggiornato il: mar 6

Che settimana! Ed ancora non è finita. Rimando la scrittura di questo nuovo articolo da lunedì ed alla fine lo sto scrivendo alle 13.50 di venerdì, giusto il tempo di buttare giù queste righe e si pubblica. Per chi non mi conosce, sono un procrastinatore abbastanza seriale, quanto meno per le cose che non sono ancora nella mia comfort zone (guarda caso, il blog è una di queste cose). Così ogni giorno mi dico che c'è tempo....posso farlo stasera...posso farlo domani...


Certo, tant'è.


Comunque oggi ti parlo di un argomento che mi è sempre stato molto a cuore, l'eterna battaglia tra il bene ed il male, lo yin e lo yang: fotografia e render. E qui credo di aver perso circa il 75% dei lettori: "ancora con questa storia?".


Si e no, mi spiego subito, ma prima ti mostro due immagini:



Sono chiaramente un render di progetto e la fotografia realizzata da me a lavori conclusi. Una ristrutturazione realizzata dallo studio MKS Architetti di Pescara di un vecchio ristorante trasformato in abitazione. Un fantastico open space che raggruppa e divide al contempo ingresso, sala, cucina e tavolo da pranzo. Bellissimo.


Mi piace riguardare queste immagini perché sono il segno di quanto ci fosse, in quel momento, una grande intesa tra me ed i progettisti. Quando ho consegnato le immagini finite a Fabio e Silvia (che intanto ringrazio per la disponibilità verso questo articolo), hanno pubblicato questo post

"From rendering to reality"

Il mio commento è stato:


"Siete l’esempio perfetto di ciò che dicevo l’ultima volta. I grandi progettisti “mantengono le promesse” e non si nascondono dietro degli ottimi render..."



Mi sono sentito parte di un processo completo, ora che ci penso è una di quelle rare volte in cui mi sono sentito parte integrante del progetto. Il render era la promessa, la mia fotografia è la prova che quella promessa è stata mantenuta.

Allora si, ben vengano i render, soprattutto quelli di altissima qualità; ben venga l'uso nelle campagne pubblicitarie di un nuovo cantiere e nelle brochure di vendita di appartamenti non ancora iniziati.


Ma (si, c'è un ma...) l'architettura ha bisogno di prove, di essere vista per com'è nella "realtà", ha bisogno di dettagli in cui si riconosca la bravura delle maestranze e la capacità di progetto degli architetti. Non voglio fare il vecchio col cappello e magari con la Panda, non prendetemi per il nostalgico della "vera fotografia a pellicola", non sono questo. Credo però che l'architettura sia molto più che una promessa, anche molto più che una fotografia.

Se puoi esci e vivi l'architettura, toccala e respirala. Se proprio non puoi vivila attraverso la fotografia!


"Robè, t'hanno chiuso dint' 'a stù museo, tu devi uscire, và mmiezo 'a strada, tuocc 'e femmene"

E tu cosa ne pensi dei render e della fotografia d'architettura? Fammelo sapere con un commento.


Grazie e alla prossima!




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Vuoi conoscere meglio lo studio di cui parlo in questo articolo? Ecco qui due link per te!

Sito web e pagina Instagram di MKS Architetti (grazie ancora ragazzi)


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